Contro ogni aspettativa

tacchi-a-spillo

Ai corsi di storytelling lo dicono sempre:

Si racconta contro le aspettative.

Ma lo diceva anche Aristotele più di duemila anni fa.

È normale, di una storia ti colpisce l’inaspettato, the unknown. Il terremoto che ti fa perdere l’equilibrio, la terra che ti si apre sotto ai piedi.

L’opposto di ciò che vorresti leggere.

Il vero narratore ti fa credere di manovrare il gioco, e un minuto più tardi ti abbandona sulla strada. Le mani sulle mutande, sei lì a chiederti cos’è successo, come ci sei finito.

Se i tuoi lettori pretendono a gran voce un bacio d’amore tra il principe e la sua dama, sii sadico: porta entrambi all’altare e decapitane uno. Farà male sia a te che a loro, ma funziona così.

I cliché sono seducenti, tu evitali come la peste.

Nel progettare il prossimo personaggio farò così. Farò il contrario di ciò che ho immaginato. Se è l’antipatico proprietario di un fast food non lo disegnerò grasso, sporco e con la faccia da maiale. Meglio una bella signorina. Anzi, una bomba sexy. Ma che i maschietti non si facciano illusioni, è lesbica.

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