La creazione della trama (parte II)

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Bene, alla fine della scorsa lezione ci eravamo lasciati con il compito di riassumere la vostra storia in una sola frase.

Sappiate però che una frase non è per sempre (funziona solo coi diamanti), tornerete su quelle parole più e più volte, fa parte del gioco, anche i grandi scrittori stravolgono spesso l’idea iniziale. In effetti, solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione.

Robert McKee, sul suo manuale, scriveva:

Paddy Chayefsky mi disse una volta che quando finalmente scopriva il significato della propria storia lo scribacchiava su un pezzetto di carta e lo incollava alla propria macchina da scrivere per far sì che tutto ciò che entrava in quella macchina esprimesse in un modo o nell’altro questo tema centrale.

Bell’idea, Paddy, aggiungo io.

Sistemiamo la nostra frase

Prima di approdare al secondo step, una piccola revisione alle gomme, non vorremmo mai ritrovarci con qualche sorpresa.

Partiamo con un esempio.

Su gentile concessione, ecco la frase del collega @AlaskaRogers (queste lezioni sono tenute anche sulla piattaforma di scrittura e lettura Wattpad):

  • Lullaby of the Moon: una giovane ragazza viene coinvolta in una guerra sovrannaturale, collegata ai ricordi di un fantasma che infesta casa sua;

A prima vista sembrerebbe perfetta: c’è un protagonista, c’è un fantasma che lo coinvolge in un’avventura, c’è una guerra in corso.

Ma in realtà manca qualcosa.

Voglio dire, che rischio corre, questa protagonista? Perché quella guerra la tocca così da vicino? Chi è il nemico? Come mai il fantasma ha tirato in ballo proprio lei?

Ovviamente, raccontare tutto è impossibile.

Ma immaginate di essere il vostro ipotetico lettore: se sollevaste Lullaby of the Moon da uno scaffale, e trovaste quella frase sulla quarta di copertina, lo acquistereste? Non vorreste almeno sapere in cosa consiste la sfida principale?

C’è un piccolo trucco che può aiutarvi a risolvere situazioni come questa, dopo aver composto la frase provate a porvi la fatidica domanda: “Riuscirà il nostro eroe a…?”.

Con Lullaby of the Moon (tra parentesi, gran bel titolo) la domanda diventa: “Riuscirà il nostro eroe a vincere una guerra sovrannaturale?”.

Qualcosa non quadra, voi non credete?

Serve un obiettivo più concreto, una minaccia meno fumosa.

Proviamoci con Hunger Games. La frase era:

  • Hunger Games: nell’America post-atomica, una ragazza salva la vita della sorella prendendo il suo posto all’interno di un’arena letale;

Qui la domanda è facile: “Riuscirà Katniss Everdeen a sopravvivere all’interno dell’arena?”.

So benissimo che sotto sotto lei combatte per la liberazione di tutta Panem, ma la vera sfida del primo libro è questa, la sua sopravvivenza.

Ora prendo la frase di @HeroHollis:

  • Cheerleader: in un’università americana, la ragazza più popolare ed egocentrica del campus si scontra per la prima volta con chi è immune al suo fascino.

Anche in questo caso la domanda è immediata: “Riuscirà la nostra eroina a far sì che quel qualcuno si innamori di lei?”.

Certo, le cose potrebbero prendere una piega differente: forse non ce la farà, o forse sarà l’eroina stessa a cambiare, a capire cioè che il suo atteggiamento è sbagliato. Comunque vada a finire, Cheerleader ci piazza davanti a una missione reale e tangibile, non generica come una guerra o la pace nel mondo.

Mettetevi in testa questo: se Katniss Everdeen fallisce, muore. Allo stesso modo, se la protagonista di Cheerleader fallisce, muore.

Nel secondo caso non si tratta di una morte fisica, è ovvio, parliamo di una morte interiore, non per questo meno importante: significherebbe che il personaggio non ce l’ha fatta, che non ha imparato nulla, che i suoi stessi errori non sono serviti a niente.

Nessun lieto fine.

Avete mai visto Scarface? Il gangster Tony Montana, nel film, non si redime, non cambia mai il proprio stile di vita, e, dato che il rischio è la vita stessa, muore.

Qual è il rischio nelle vostre storie?

E ora, il secondo step

Bando alle ciance, mano al volante e piede sull’acceleratore.

Il secondo step estende il primo, vi chiedo così di scomporre la vostra frase in 5 ulteriori frasi: 5 frasi che formeranno una struttura a 3 atti, il vero telaio della vostra storia.

Il Fiocco di neve si complica, si riempie di dettagli:

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3 atti, già. Ne avete mai sentito parlare?

La maggior parte delle storie (nonché la quasi totalità dei film) utilizzano questo schema, che non è l’unico, ma di sicuro è il più gettonato.

Vorrei tanto approfondire il discorso, ma non è né il luogo né il tempo, forse più avanti scriverò un intero capitolo incentrato sui 3 atti. Online comunque trovate di tutto, questo è quello che dice Wikipedia.

Il Fiocco di neve, quando si appoggia sui 3 atti, si spezza in 5 parti, cioè le nostre nuove frasi, che dovranno riassumere:

  • Setting: periodo, luogo, introduzione dei personaggi principali;
  • 1° atto: culmina nel primo punto di svolta, il quale dà il via alla trama vera e propria;
  • 2° atto (prima parte): culmina nel secondo punto di svolta, dopo il quale il protagonista sarà posto davanti a una scelta e passerà da una morale errata a una morale corretta;
  • 2° atto (seconda parte): culmina nel terzo punto di svolta, che riunisce gli eventi e li porta a risolversi nel conflitto finale;
  • 3° atto: conflitto finale, vittoria o sconfitta del protagonista;

Al contrario della frase riassuntiva, non dovrete mai mostrare questa parte al pubblico, dice troppo della vostra storia. Qui noi stiamo giocando, a voi la scelta se pubblicarla o meno nei commenti.

Il secondo atto è diviso in due: è la fetta centrale, solitamente la più corposa.

E ora due paroline sui punti di svolta.

Innanzitutto, un punto di svolta non è per forza un evento negativo. Al contrario, molte storie usano il primo punto di svolta in modo positivo:

Vale per tutti i punti di svolta, certo, ma spesso nelle storie più avvincenti il protagonista fa di tutto per risolvere situazioni estreme che, inevitabilmente, tendono a peggiorare.

In Hunger Games, per esempio, tutti i punti di svolta sono negativi.

Hunger Games in 5 frasi

Via alle danze, è di nuovo il mio turno.

Ecco qui le mie 5 frasi:

  • Setting: Katniss Everdeen vive a Panem, dove ogni anno la dispotica Capitol City organizza gli Hunger Games, un’arena in cui 24 ragazzi e ragazze pescati dai 12 distretti si combattono all’ultimo sangue;
  • 1° atto: Prim Everdeen viene selezionata per la 74ma edizione degli Hunger Games e Katniss, per salvarle la vita, si offre volontaria al posto suo, partecipando all’arena assieme a Peeta;
  • 2° atto (prima parte): Katniss perde tutti i suoi alleati, prima Peeta, poi Rue, si ritrova così costretta a sopravvivere da sola;
  • 2° atto (seconda parte): Katniss si riunisce con Peeta, se resteranno in vita Capitol City li dichiarerà entrambi vincitori, salvo cambiare idea all’ultimo e costringerli a lottare uno contro l’altro;
  • 3° atto: Katniss e Peeta disobbediscono a Capitol City optando per il suicidio e i giudici, onde evitare una tragedia mediatica, li dichiarano entrambi vincitori;

Avete notato il passaggio dalla morale errata alla morale corretta, nella metà del secondo atto? Katniss si riunisce con Peeta, unione contro odio. Il messaggio, il succo di tutto il primo libro è proprio questo: ogni concorrente è costretto da Capitol City a uccidere degli innocenti, e Katniss si chiede se sia giusto farlo. Alla fine, pur di non eliminare un amico, sceglie addirittura il suicidio.

Preludio al terzo step

Il secondo step richiede un po’ di sforzo, è vero, ma si parla della vostra storia, ruotate al massimo la manovella dell’immaginazione!

Non preoccupatevi se le 5 frasi non suoneranno perfette fin da subito, l’importante è avere una piccola traccia con cui proseguire.

Al prossimo giro ci aspetta qualcosa di meraviglioso: andremo a casa dei vostri personaggi, ci sederemo con loro e li intervisteremo, proprio come se fossero persone reali.

Quante cose hanno da confessarvi…

Stay tuned.

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