Un punto pesantissimo…

Macchina da scrivere

Mi sono sempre domandato (con l’interesse tipico e annoiato delle questioni di secondaria, o addirittura terziaria importanza), il significato del famoso proverbio “Per un punto Martin perse la cappa”, rimandando poi a un ipotetico futuro ogni tentativo di documentazione, distratto sempre da questioni più immediate.

Finalmente, leggendo lo splendido libro sull’uso della punteggiatura di Francesca Serafini Questo è il punto, e come spesso accade con le cose che smetto di cercare, ecco che inciampo nella soluzione:

E una segmentazione del periodo di questo tipo è anche all’origine del proverbio sul monaco Martino già citato che, volendo abbellire il portale del monastero di Asello con una testimonianza di accoglienza, commissionò una targa con l’iscrizione:

Porta patens esto. Nulli claudatur honesto.
“La porta resti aperta. Non sia chiusa a nessun uomo onesto.”

Il fatto è che l’incisore sbagliò a mettere il punto, col risultato di un significato opposto alle intenzioni del monaco:

Porta patens esto nulli. Claudatur honesto.
“La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all’(uomo) onesto.”

Proprio per questo punto che alterava il senso del messaggio, per volere delle alte sfere della Chiesa, Martino perse la cappa, cioè il mantello di abate, e la carica corrispondente.

Grande soddisfazione (e un po’ di delusione per il povero abate Martino).

Una replica a “Un punto pesantissimo…”

  1. Rox ha detto:

    ..È

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