Intervista col vampiro (Cronache dei vampiri)

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Questa è la prima recensione che scrivo. E’ inverno, fa freddo, e la pioggia fuori mi impedisce di stare in giro. Inoltre, sta calando la sera, e se osservo bene dalla finestra vedo che sulla campagna circostante inizia a salire un’umida nebbiolina. E’ l’atmosfera giusta: questa sera ho proprio voglia di starmene da solo sul divano, e leggere una storia di… vampiri!

Un genere decisamente inflazionato

Ci sono tuttavia troppi libri sui vampiri che potrebbero finirmi in mano: dal classico e immortale “Dracula” di Bram Stoker (1897) alla contemporanea e commerciale saga “Twilight” di Stephenie Meyer (2005). Peccato che abbia già letto entrambi. C’è però un’altra collana di romanzi che porto avanti da qualche anno, pregustandone il sapore senza fretta come si potrebbe fare con un vino o un liquore estremamente pregiato: quello che tireresti fuori solo durante le occasioni più speciali.

Si tratta de “Le cronache dei vampiri”, di Anne Rice. Il libro che sto adocchiando è “La regina dei dannati”, il terzo della serie. E’ un anno che questo volume è in attesa sulla mia libreria, e so che quando lo prenderò in mano ritroverò di sicuro lo stesso sapore che mi ha deliziato durante la lettura del primo, il più famoso di tutta la saga: “Intervista col vampiro”. Cioè il libro di cui vorrei parlarti in questo momento.

Il film

Se non conosci il libro ma il titolo non ti è nuovo, una ragione c’è: al grande pubblico è reso noto grazia alla fortunata versione cinematografica del regista Neil Jordan. I meriti vanno anche al cast, non certo di “seconda mano”: Tom Cruise, Brad Pitt, Christian Slater, Kirsten Dunst e Antonio Banderas (per citare i principali). La Rice stessa è intervenuta nel film, occupandosi della sceneggiatura.

Intervista col vampiro

Una scena tratta dal film “Intervista col Vampiro” (da sinistra a destra gli attori: Kirsten Dunst, Brad Pitt, Tom Cruise)

La trama

La vicenda narra, attraverso un enorme flashback, della vita di Louis de Pointe Du Lac, un vampiro secolare. E’ lui stesso a raccontarla a un giovane giornalista in cerca di scoop. Nella sua vita da umano, Louis era un ragazzo vissuto intorno alla fine del diciottesimo secolo nella cittadina di New Orleans, in America (non a caso, terra natale della scrittrice). Caduto in disgrazia dopo la morte del fratello, il giovane Louis, in preda alla disperazione, prende la decisione di togliersi la vita, pur non trovando mai il coraggio di farlo.

E’ a questo punto che interviene Lestat De Lioncourt, un vampiro molto più vecchio di lui. Lestat, dalla personalità maligna e capricciosa, si era accorto di Louis già parecchio tempo prima: rimane così affascinato dalla sua personalità che decide di farne il suo amico, compagno e amante, trasformandolo a sua volta in un vampiro. Louis si trova così condannato all’immortalità, costretto a un’esistenza nell’ombra, e all’eterna ricerca di una vittima umana con cui placare la propria sete di sangue. A metà strada tra privilegio e maledizione, i vampiri chiamano questa loro seconda vita il “dono tenebroso”.

Un vampiro troppo “umano”

Dall’iniziazione di Louis ha origine la trama del romanzo che vedrà il vampiro stesso, durante la sua ricerca, approdare anche in Europa. “Ricerca” perché Louis, “il più umano tra i vampiri” (nel corso del libro ne incontrerai molti altri), non sembra mai in grado di accettare la propria condizione, di uccidere senza provare nel contempo un feroce rimorso. Serve infatti saper disprezzare la vita per compiere a cuor leggero quei sacrifici, e Louis non è capace di liberarsi dai sentimenti di amore e pietà che ancora albergano nel suo animo, inesorabilmente intriso di quella “umanità” per lui non trascurabile. Una lotta interiore da cui il suo opposto, il cinico e malizioso Lestat, non sembra proprio sfiorato: con tutte le forze Lestat, infatti, tenta di trascinarlo verso la perdizione, lontano il più possibile dalle “pietose debolezze” antropiche.

Un altro desiderio impedisce a Louis di allontanarsi dalla sua precedente vita mortale: quello per la conoscenza, la volontà di indagare a fondo, di scoprire l’origine della sua nuova, terribile condizione. Che cosa rappresenta la vita dei vampiri? Luois non accetta gli assiomi a cui Lestat e Armand (un vampiro parigino ancora più antico di Lestat) già si sono rassegnati: che non esiste cioè un’origine conosciuta, e che i vampiri esistono da sempre. Un fondamentalismo religioso per lui inaccettabile.

E così, attraverso questo libro e gli altri della collana, scoprirai poco alla volta qualcosa in più: i tasselli del puzzle si incastreranno uno dopo l’altro, fin quando tu, lettore, abbraccerai quello che è forse il più complesso e oscuro panorama storico della stirpe dei vampiri che penna “umana” abbia mai creato. Ed è proprio questa “storicità”, questa gerarchia degli eventi e dei personaggi, che secondo me rende sublime la saga della Rice rispetto a tutte le altre.

Anne Rice

La scrittrice Anne Rice è nata a New Orleans il 4 ottobre del 1941

Sei davanti ad un’opera letteraria eccezionale, scritta direttamente dalla penna di una vera maestra. Che usa inchiostro intriso di poesia, e di filosofia.

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9 risposte a “Intervista col vampiro (Cronache dei vampiri)”

  1. Giorgia Muscas ha detto:

    Ciao Boost,
    questo è un libro della Collana sui Vampiri di Anne Rice, che ho letteralmente adorato qualche anno fa.
    Non è quello che ho preferito, tra tutti, ma si piazza bene. Grazie per la recensione.

  2. Giorgia Muscas ha detto:

    Neanche io li ho letti tutti in realtà, perché non sono riuscita a trovarli in quel periodo che ancora cercavo il cartaceo, ma la mia passione è nata dopo aver visto il film La regina dei dannati (non è un granché in realtà, ma trascina, l’hai visto?) e averne letto il libro. Dopo ho letto Scelti dalle tenebre, Armand, Marius, Lestat, Pandora (i titoli non li ricordo bene, ma parlavano di ogni singolo vampiro). Mi sembra anche la storia di Louis, il vampiro aristocratico :) Brad Pitt per intenderci, ma forse se ne parlava in maniera approfondita in uno degli altri. Quello che ho preferito è stato Armand :) era il giovane e bellissimo vampiro proveniente dalla Siberia, con una storia drammatica alle spalle. Ma a parte questo, ho ammirato di Anne Rice la sua capacità di istruire il lettore: sono romanzi storico artistici davvero interessanti, tra l’altro se hai letto Marius capisci che il sesso è affrontato in modo molto coraggioso…Marius era circondato da giovanissimi adepti che erano suoi compagni in tutti i sensi. Armand era il suo preferito, se non ricordo male, tanto era bello.
    Sono una chiacchierona scusami :)

    • boostwriter ha detto:

      Eh, magari il blog si riempisse di commenti approfonditi e interessanti come il tuo, invece! Mi farebbe molto piacere.

      Non ho visto il film “La Regina dei Dannati”, diciamo che a livello cinematografico mi sono fermato al blasonato “Intervista col vampiro”. Gli altri (soprattutto dalle locandine) mi sembravano dei B movies… un po’ pigro, è vero: magari mi rifarò col tempo!

      Ho letto “Scelti dalle Tenebre” perché ho tenuto fede alla sequenza dei romanzi (è il secondo). Louis è protagonista invece di “Intervista col vampiro” (il primo). Armand compare anche nel primo, ed era interpretato, nel film, da Antonio Banderas (non c’entrava molto, effettivamente).

      Li hai letti proprio in un ordine strano, eh? ;)

      Conosco bene ciò che dici della Rice: tutti e tre i romanzi sono pregni di quello che hai anticipato. Ha voluto proprio emulare l’antica cultura greca, dove tra l’altro, l’omosessualità era trattata in modo completamente diverso.

  3. Giorgia Muscas ha detto:

    Si, li ho letti senza seguire un ordine preciso perché cercavo i cartacei, ancora non avevo scoperto gli ebook (non ricordo nemmeno se esistessero), quindi acquistavo quelli che trovavo.Si, La regina dei dannati è un B-movie, ma mi è piaciuto lo stesso.
    L’omosessualità non era secondo me vista in quanto tale. Nei libri che ho letto il sesso non è stato quasi nemmeno citato, che io ricordi, si poteva intuire l’unione carnale tra i vampiri grazie alla descrizione dell’affinità che li legava…fenomenale perché trascendeva il sesso, relativa solo alla loro specie. Anche la religione era vista in modo particolare, difatti Anne Rice ha scritto dei trattati del genere.
    E’ un piacere chiacchierare dei libri letti, grazie.

  4. Giorgia Muscas ha detto:

    Dimenticavo, ti do ragione: Banderas avrebbe potuto impersonare tuttalpiù Louis l’aristocratico…Armand nei romanzi è descritto come un bellissimo ragazzo dai capelli fulvi, delicato e bello come una fanciulla, mentre l’indiscutibile virilità latina di Banderas non c’entra molto. Ma anche Tom Cruise non c’entra con Lestat, ti dirò che era più azzeccato l’attore della Regina dei dannati, Stuart Townsend.

    • boostwriter ha detto:

      Sì, non vorrei essermi spiegato male: l’omosessualità (o la bisessualità, se vogliamo essere corretti) di questi vampiri, è sempre descritta in maniera “platonica”: non ci sono mai descrizioni dirette o scene volgari, bensì aleggia costantemente nell’aria questa “dubbia” forma di amore e riverenza tra le varie coppie di protagonisti, quasi sempre maschi.

      Banderas non ci azzecca per nulla, infatti. Poi dopo averlo visto alle prese con una gallina, recentemente… un dramma. Povero Armand, e povero Antonio. :)

  5. Giorgia ha detto:

    Beata la gallina :)

  6. Rox ha detto:

    “La realtà è inganno, perché nessuno è come sembra, nulla è come sembra…”

    Pirandello

    The Claiming of Sleeping Beauty.
    1983, A. Rice

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