Comunque la si rigiri

cerbiatto

Ti amo.
Lo so.
E come lo sai?
In effetti non lo so.
E allora perché l’hai detto.
Così mi chiedevi come facevo a saperlo.
Sei una merda.
A tratti.
In che senso a tratti.
Sono una merda in certi punti, in altri no.
Tipo a strisce.
Tipo.
Mah…
Aspetta.
Cosa.
Mi sono sbagliato.
In che senso.
Non volevo dire a tratti, in quel senso lì.
Che volevi dire.
Non ricordo, rifammi la domanda.
Non era una domanda, era una constatazione.
Rifammi la constatazione.
Non era amichevole.
Sarebbe una battuta?
Sì.
Non è fortissima.
Sei una merda.
Giuro, ne ho sentite di migliori.
No, questa era la constatazione.
Ah, ok.
Quindi?
È vero, ogni tanto faccio lo stronzo.
Non ci provare.
A fare che.
Gli stronzi possiedono una loro certa integrità.
Si vabbè.
Ti sei offeso?
No.
Ti sei offeso ma non lo vuoi ammettere.
Mi sono offeso.
Scusa, dài.
Non basta.
Ti amo.
Così va meglio.
Senti, ma tu l’hai notato?
Cosa.
Che comunque la si rigiri…
Torniamo sempre a parlare di quello, già.
Spesso anche a tavola.
È vero.
Non si direbbe ma pare proprio un argomento da tavola.
A tavola con gli amici, di solito.
Già.
Già.
Comunque non me l’hai ancora detto.
Cosa.
Che mi ami.
Ti amo.
;)

Mattia, 23 maggio 2016

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