Fratelli

Nuvole alte

Stanotte arriveranno i regali, vero?
Direi proprio di sì.
Il ragazzino annuì. Babbo Natale arriverà stanotte, disse.
Quello più grande gli appoggiò una mano sulla spalla.
No, mica lui, disse.
Ma hai detto che ci saranno i regali…
Sì, ma non ho detto che li porta Babbo Natale.
Ok.
Perché non esiste.
Ok.
Ci pensò un po’ su, poi tornò a guardare il fratello.
Però qualcuno ce li porta, i regali, esclamò.
Ma non Babbo Natale. Credevi che era lui a portarli?
Sì.
No, invece. Non è Babbo Natale che ci porta i regali.
La sua mano si staccò dalla spalla, scivolò a terra.
Non esiste, ripeté. Ci credono solo i bambini.
Ok.
Però pensi ancora che sia lui a portarli.
Sì.
Allora non mi credi.
Non lo so.
Il ragazzino indicò il piccolo albero che fremeva in un angolo.
Se non è lui, allora chi li porta i nostri regali?, aggiunse.
Stanotte rimani sveglio con me.
Va bene. Ma perché?
Ti faccio vedere una cosa.
Che cosa mi fai vedere?
Dopo. Questa notte.
Ok.
Non si sentiva più alcun rumore.
L’albero esplodeva onde sorde e luminose su tutta la stanza. Le ombre apparivano, tetre e silenziose, come mani appoggiate alla tendina di una realtà sottile. Il martellare di un cuore gigantesco e spietato.
Il ragazzino voleva gridare.
Roland, disse a un certo punto quello più grande.
Cosa c’è?
Niente.
Cosa c’è, che volevi dirmi?
Niente.
Alex, che cosa volevi dire?
E va bene, stavo scherzando…
Cioè?
Scherzavo, ti ho detto una bugia.
Quale bugia? Prima, dici? Su Babbo Natale?
Sì.
Lo sapevo. Quindi esiste!
Sì, penso di sì. Se ci credi, sì. Funziona così, funziona che devi crederci.
Ok.
Sicuro?
Sì.
Bene.
Che cosa mi fai vedere stanotte?
Niente.
Come niente?
Niente. Scherzavo, te l’ho detto.

Mattia, 17 dicembre 2015

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