RZSPQR

Se il treno su cui
viaggio
all’improvviso
all’uscita della
galleria
in un punto imprecisato tra
Bologna
e
Firenze
per dire
ne incrociasse un
altro
alla stessa
velocità
nel verso
opposto
sul medesimo
binario allora i miei
problemi di colpo
finirebbero.

Voleremmo in
alto
cinquecento
anime
schizzeremmo
fuori
da questo
mondo
di
pelle
di
plastica
di
ferro
dove
tutto è così
pulito
dove
tutto è così
rosso.

Ma il treno ti ignora.
Viaggia. Silenzioso. Egoista.

Il paesaggio
fuori
si
piega
si
squaglia
si
sublima
in
ottocentomila
schizzi
di
colore
di luce
e di
nebbia.

Quante gallerie, tra Bologna e Firenze.
Troppe.
Non riesco neanche a telefonare.

La coppia davanti a
me
di loro non
vedo
niente
non so se
sono
belli o
no
uomini o
donne
tra i sedili le
mani che
si
intrecciano che
si
vogliono
bene.

Come me e lei, un mese fa, su un treno come questo.

Un bambino dice alla sua mamma:
Vuol dire che c’è il Sole, mamma.
Se c’è la nebbia, vuol dire che c’è
il
Sole.

Il codice del mio
biglietto:
RZSPQR.
Che coincidenza,

penso, Non vedo l’ora di arrivare a Roma.

Mattia, 5 dicembre 2015

biglietto-italo-rzspqr

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